“nuddu miscatu cu nenti”

In effetti quanto abbiamo provocato, come reazioni, non è affatto
lontano da quello che ci aspettavamo. Chi è d’accordo, chi no, chi sta
cercando di valutare, chi se ne fotte, ma signorilmente, chi se ne
fotte e basta, chi è stufo ed, infine, chi è totalmente stufo.
Facendo un parallelo con la nostra politica, quella dei partiti e del
governo, c’è una grossa disaffezione per le solite facce, di destra,
sinistra, centro e dintorni. Ora una buona parte di popolo è diventato
quello che una volta suonava offesa: qualunquista. I partiti sono
ritenuti tutti uguali, anzi uno peggio degli altri e fra indecisi e
astensionisti si è in maggioranza, infatti i sondaggi dicono che sia
il primo partito in Italia.
Ecco, noi siamo i qualunquisti dell’atletica, non ci piacciono gli
attuali partiti in lizza e siamo nella famosa inutile maggioranza.
Sapendo benissimo che non la rappresentiamo. Ci è molto chiaro.
Ma Arese non ci piace perchè non pensiamo che possa fare meglio di
quello che ha fatto finora; Giomi perchè, pur riconoscendogli
capacità, non riusciamo a vederlo nei panni del salvatore della
patria. L’atletica non è più sull’orlo del baratro, è ormai
abbondandamente in fondo alla scarpata, in pieno default e lo spread
con gli altri paesi è praticamente incolmabile, e allora cosa facciamo?
Ci suggeriscono di aggrapparci o al vecchio che ci ha rovinato, o al
vecchio che si ripropone, come i peperoni. Insomma siamo obbligati a
scegliere fra quello che è ritenuto il male minore.
Roba da matti. Alla fine state a vedere che gli strani siamo noi.
Ma è possibile che non si possa pensare seriamente ad una nuova
generazione?
Ci hanno corretto dicendo che Nebiolo aveva 46 anni e non 49, come
credevamo, quando è diventato presidente fidal, benissimo. Fra i
presidenti regionali, provinciali, consiglieri di qualsiasi livello
terrritoriale e nazionale, dirigenti di società grandi e piccole, è
mai possibile che non ci sia proprio nessuno che, con la forza della
giovinezza, abbia la voglia di tentare?
A tal proposito si noti che con un terzo candidato, sia pure più
debole, il maggior danno lo riceve Arese che vedrebbe allontanarsi
sempre più l’obbligatorio 55%. Quindi rifletta bene chi ci ha accusato
di fare il gioco di Arese. Forse lo stiamo facendo, involontariamente,
proprio a favore di Giomi, ma la politica non è per tutti, non tutti
la capiscono.
Ci avete chiesto di essere propositivi, cerchiamo e cercheremo di
esserlo, ma il fatto che siamo noi a proporre nomi di giovani temiamo
che possa essere interpretato, dai dietrologi interessati alle
poltrone ed alle prebende, come un attentato di lesa maestà e i poveri
segnalati messi subito all’indice con relativo cordone sanitario.
Insomma se facciamo nomi si pensa subito che ne siamo i manutengoli o
che li vogliamo bruciare a favore del famoso coniglio che spunterà dal
cilindro.
Quindi un quarto candidato? Pensate bene a chi conviene, un quarto
candidato, se ad Arese o a Giomi. Riflettete gente, riflettete.
Eppure a lagnarsi di noi sono più i sostenitori di Giomi che di Arese,
che intelligentemente hanno scelto di ignorarci.
Ripetiamo che noi siamo solo interessati a vedere un risveglio in
atletica.
Sia benedetto chi ci riesce, chiunque sia.
Se dopo le elezioni, in caso di vittoria di Giomi o di Arese, le cose
si aggiustassero, i primi ad essere felici saremmo comunque noi.
Sono altri che devono preoccuparsi di chi vince e chi perde, perchè
questa volta non ci saranno prigionieri, temiamo.
A proposito, non abbiamo nemmeno la pretesa di suggerire cosa si
potrebbe fare per salvare l’atletica, non abbiamo questa presunzione,
perchè la nostra visuale è antica e le ricette sarebbero antiche,
perciò insistiamo sul fatto che occorre qualcosa di nuovo e di
profondamente diverso, rivoluzionario rispetto al passato, di cui
Arese e Giomi fanno purtroppo comunque parte.
Insomma ci fidiamo più di un inesperto, ma realmente innovativo, che
di esperti, ahi noi, già visti all’opera. Allora ci si può chiedere
ma che cavolo volete? Semplice: aprire un giornale e leggere tutti i
giorni di atletica; vedere delle belle gare di atletica in
televisione, possibilmente non dopo la mezzanotte, magari anche con
atleti italiani protagonisti; riprenderci il primato culturale
sportivo che ci spetta per censo.
Da vecchi appassionati di atletica, cosa c’è da chiedere di meno?

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Buoni contributi

Abbiamo ricevuto una buona, anzi ottima serie di contributi da parte di molti. Ovviamente non li abbiamo potuti inserire tutti, o perchè non attinenti, o perchè spostavano la polemica sul piano politico, nel senso del governo del paese, o per opportunità perchè denunciavano situazioni troppo personali per prenderli in considerazione, ma vi assicuriamo che chi ci ha criticato ha trovato il massimo dello spazio.
Nel dibattito le legnate si danno e si prendono, è già nel conto, non si può salire su un ring pensando di dare solo pugni senza prenderne, sarebbe un incontro finto.
Quindi per cercare di migliorare il nostro intervento vi preghiamo di leggere con attenzione tutto quello che scriviamo e poi dateci
legnate. A chi ha scritto che è d’accordo con quello che diciamo ed allora di conseguenza dobbiamo proporre un candidato, rispondiamo che abbiamo già chiaramente detto che candidati non ne abbiamo, oggi, né ne avremo domani.
Anche perchè se facessimo il nome di qualche possibile candidato i dietrologi (l’Italia è piena di selezionatori della nazionale di calcio e dietrologi), penserebbero che questo blog è nato su iniziativa di qualche pretendente, ci dispiace, ma non è così, fidatevi!
La nostra età e la nostra lunga esperienza in atletica ci hanno spinto verso l’arroganza, normalmente non pensiamo di esserlo, ma se lo dite vuol dire che nella foga del denunciare le storture ci siamo fatti prendere la mano e invece di prendere il fioretto abbiamo impugnato lo spadone a doppio taglio. Se è capitato ce ne scusiamo, nel senso che ci scusiamo del tono, ma poi stringi, stringi, il succo sempre quello rimane. Comunque cercheremo di essere più carini nella forma, ma se ci chiedete di chiudere gli occhi sulla sostanza allora non ci siamo.
Ci hanno scritto molte società con prevalenza di tesserati amatori e master, e visto il non giustificato aumento da 10 a 13 euro del tesseramento, ingiustificato perchè a fronte dell’aumento non c’è nessun miglioramento dei servizi erogati, nel senso che quello che ricevono è meno di niente, e pertanto queste società vogliono passare ad enti di promozione sportiva, dove la tassa annuale è decisamente inferiore a fronte di servizi migliori e con le stesse possibilità di partecipazione a qualsiasi tipo di competizione, anzi forse di più.
Questo vuol dire che presto si registrerà un sensibile calo di società affiliate alla federazione ed un incremento delle società affiliate ad enti di promozione sportiva.
Si potrebbe anche dire: poco male, è solo una partita di giro a livello di movimento di società e di atleti, e questo ragionamento dal punto di vista commerciale non fa una grinza, perchè dividendo per due i piedi di ciascun atleta le teste rimangono costanti, ma per capirci la federazione incasserà molto meno invece che di più, l’ASICS invece non corre nessun pericolo, è chiaro stu fatto?
Mancavano qualche centinaio di società alla federazione per avere più consiglieri, ed invece di fare una politica di aumento delle società e quindi avere consiglieri, tanti quanti la federazione pallacanestro e pallavolo, ci si è accontentati di solo 10 cosiglieri, come una federazione figlia di un Dio minore, e per evitare che potessero crescere si è pensato ad uno strategico aumento del tesseramento del 30% che farà fuggire parecchie società.
Bene, Arese ha scelto la via dei 10 consiglieri in tutto, cioè 7 dirigenti, 2 atleti e 1 tecnico.
Al momento ci scappa da ridere al solo pensare a cosa potrà dire a quelli che dovrà lasciare a casa. Chi saranno? Ovviamente quelli che hanno un bagaglio di voti più piccolo, ma facendo i conti delle regioni, dei voti e della situazione, arrivare al 55% accontentando solo 10 persone non è impresa facile. Comunque, auguri!
Non ricordiamo il nome, ma anni fa c’era un comico che continuava a tirarsi bottigliate sui maroni, caro presidente speriamo che non hai preso ispirazione da quel comico per riempire di contenuti la tua politica federale.

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suscitiamo attenzione

Abbiamo avuto l’onore di suscitare l’attenzione del blog della squadra di
Giomi, Donofrio, Ponchio e compagnia bella.
Buon segno, qualche fastidio lo diamo.
Invece di rispondergli facciamo una domanda: “perchè oltre
all’organigramma non fate girare anche le cifre che avete messo a fianco
di funzioni che poi saranno concretamente percepite da Giomi, Donofrio e
Ponchio?” E ancora, a tutti questi va aggiunto lo stipendio del giovane
segretario federale sotto tutela di Ponchio. Per cui ci saranno due nuove
cariche, non previste da statuto e regolamenti, al di sopra del segretario
federale: il direttore generale e il coordinatore della segreteria
federale. Sarà interessante anche vedere come il CONI permetterà a
Donofrio di rimettere becco e ricevere prebende da quello che una volta si
chiamava Golden Gala.
La fonte è certa perchè l’abbiamo saputo da chi, designato a rivestire
un’alta carica, non retribuita, accortosi di essere strumentalizzato, vi
sta per così dire sbugiardando mettendo in piazza i vostri ottimi e
sacrosanti propositi per aiutare l’atletica a risalire dal fosso.
Se riportiamo queste cose, secondo questi signori di correttezza, non
diamo un contributo costruttivo all’atletica. Ma veramente l’atletica,
quella vera, quella delle società che fanno fatica a sopravvivere, e che
queste cose non gliele racconta nessuno, non ha bisogno di chi dà un
contribuo nel far sapere a tutti che dell’atletica non ve ne frega
niente, mentre delle cariche federali sì, soprattutto se ben retribuite?
Comunque tanti auguri, e speriamo sinceramente che i vostri giusti
desideri, sia di potere e sia economici, siano ampiamente soddisfatti. E
così, dandovi la benedizione, anche noi faremmo il bene dell’atletica che
voi predicate? Alla faccia ed in barba ai tanti dirigenti periferici che i
soldi li mettono e non li prendono!
E sta a vedre che alla fine gli scorretti siamo noi perchè i giochetti
inconfessabili li raccontiamo.
Visto che siamo esilaranti, continuate pure a ridere, che mamma ha fatto
gli gnocchi.

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Le grandi manovre

Il quadro politico della nostra federazione sembra ristretto allo scontro Arese-Giomi, con Parrinello per ora seduto in panchina a meditare su chi dei due offre di più, ma soprattutto chi dei due ha realmente più voti dell’altro. Ma per chi è avvezzo a seguire la politica federale c’è qualcosa che non torna, la sparizione ed il silenzio di Morini. L’impressione è che anche lui voglia giocare in contropiede, ora nel calcio per far vedere che non siamo più catenacciari si dice ripartenza.
Certamente in questi anni Morini non è stato ben trattato dalla coppia Arese-Rossi, troppo spesso ha dovuto subire angherie ed ingoiare grossi rospi, lo ha fatto con signorilità, ma quando è troppo è troppo. Morini più che con Arese ce l’ha con Rossi, ma con l’ingresso di Parrinello come vicario non è sicuro di continuare ad essere lui l’altro vice presidente. Dal nostro punto di vista può stare tranquillo perchè è a tutti noto che anche se Arese è più in sintonia con Rossi, Morini ha i voti e Rossi no. Per cui essendo Arese uomo non di sentimento, ma di affari, non impiegherà più di un secondo a buttare a mare Rossi e tenersi Morini. Quindi facendo due rapidi conti difficilmente vedremo Rossi sedere nel prossimo consiglio federale.
Tornerà in Sardegna dove il presidente regionale Lai ha grossi problemi a tenere a bada un crescente ed interessante partito avverso.
Ma Morini dei movimenti futuri di Arese non sa nulla, è noto che Arese non brilli per acume politico, e allora Morini è pericolosamente, per tutti, seduto da parte a vedere cosa accade realmente. In effetti Morini è proprietario di un notevole serbatoio di voti e sarà difficile per chiunque fare il presidente con lui contro. Quello che sappiamo è che Morini, nonostante il non buon trattamento ricevuto, per correttezza, che giudichiamo eccessiva, non si candiderà mai contro Arese, ma se nella conta dei voti risultasse che Arese è in difficoltà a raggiungere il 55%, il vero candidato contro Giomi sarebbe proprio Morini e per Giomi non ci sarebbe scampo.
In effetti Morini dal punto di vista dei voti ne ha e ne attrae molti di più anche rispetto ad Arese.
E’ giovane, ambizioso quanto basta, competente, ha i voti veri, perchè non dovrebbe e non potrebbe essere proprio lui il vero uomo nuovo per risollevare l’atletica?

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la scelta del colonnelllo

I soliti informati, anche se questa volta il tutto è da prendere con le molle perchè l’informazione non proviene da fonti sicure, ci dicono che parrebbe, e sottolineiamo parrebbe, che giorno 4 gennaio in luogo non precisato si è svolta una importante riunione dove Giomi ha incontrato alcuni personaggi influenti della nostra atletica.
Purtroppo l’incontro è stato molto riservato e non siamo in possesso, oltre che del luogo, nemmeno della lista dei partecipanti, ma sembrerebbe che si è definitivamente stabilita la candidatura di Giomi con l’appoggio della Toscana, del Lazio, del Veneto , Trento e Bolzano, della Liguria, di buona parte della Lombardia, dell’Abruzzo, Marche, e altre regioni non meglio identificate. Il colpo di attrarre questa valanga di voti scaturirebbe dal fatto che Giomi ha presentato la sua squadra di governo che è composta in modo tale da accontentare quanti, si dice, gli sono ora convenientemente ed interessatamente attorno.
Il fatto più rilevante è che Giomi ha offerto al colonnello Parrinello la carica, innovativa, di direttore generale, questo per fargli conoscere meglio la macchina federale, e poi lanciarlo, appena frenata la caduta dell’atletica, come nuovo futuro presidente.
Il piano non è male, tutto sommato, ed è una buona risposta all’offerta di Arese con Parrinello vice presidente vicario. Per cui il nostro Parrinello ora si trova a dover scegliere fra fare il direttore generale a Giomi o il vice di Arese. Non facile scelta quella del colonnello: con Giomi i tempi di una sua presidenza sono certamene più rapidi rispetto a quelli di Arese, ma con Giomi in giro lui non comanderebbe mai, né da direttore generale, né da presidente.
Il colonnello, in quanto militare, è uomo di apparato e difficilmente si schiererà da una parte diciamo meno gradita al CONI, per cui, tirando ad indovinare, continuiamo a credere che l’offerta di Arese, che è palesemente appoggiato dal CONI, è più solida rispetto a quella di Giomi, e inoltre con Arese notoriamente latitante lui conterebbe molto in federazione.
Quello che ora il colonnello non potrà continuare a fare è giocare sull’equivoco: “io non ne so nulla, stanno facendo tutto loro a mia insaputa”. Mettiamo anche che sia vero, ma una volta che si sa che è tirato per la giacca da più parti, più prima che poi, dovrà far sapere, non certo a noi, ma all’atletica tutta, da che parte sta e cosa vuole fare da grande. Non può nascondersi più, deve per forza scendere in campo aperto e se non lo farà rischierà di dare, sul piano politico, un’immagine di ambiguità e di opportunismo, nell’attendere gli eventi piuttosto che determinarli, che non gli gioverebbe nel breve, nel medio e nel lungo periodo.
Una cosa è certa in questa fase: Parrinello è l’astro nascente dell’atletica futura, sempre che nel frattempo non si bruci nel continuare a giocare a rimpiattino o nell’inciampare, nello scendere in campo, su una scelta non vincente. In bocca al lupo colonnello e occhio alla scelta.

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Franco Arese e la FIDAL

Avevamo detto che saremmo tornati sulla questione del conflitto di interesse fra Franco Arese e la FIDAL e puntualmente ce ne occupiamo.
A noi non interessa molto entrare nello specifico dei regolamenti e dello statuto, questo è compito degli azzeccagarbugli, noi ci limitiamo soltanto ad esporre i fatti e lasciare a voi tutti giudicare se da un punto di vista di opportunità e lealtà è corretto che Franco Arese possa tranquillamente aver fatto e continuare a fare il Presidente della FIDAL.
Arese è da anni Presidente dell’ASICS Italia. Questa nota azienda di materiale sportivo è talmente penetrata nel substrato politico-sportivo che nel 2002/2004 era sponsor per il vestiario della
squadra Olimpica a Salt Lake City ed ad Atene; e in seguito era sponsor del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006. Arese, eletto in Giunta CONI, è stato votato da presidenti di federazioni di cui egli è munifico sponsor.
Appena eletto alla Presidenza della FIDAL, alla fine del 2004, Arese ha rinnovato un precedente contratto per la nazionale di atletica leggera, niente affatto munifico. Per evitare critiche, fece stipulare il contratto fra la FIDAL e l’ASICS Europa. Ovviamente era solo un cavillo formale, perchè l’ASICS Europa e ASICS Italia sono in pratica coazionisti, 51 e 49 %, e quindi sostanzialmente sono la stessa cosa, detenendo Arese il 49% delle azioni di ASICS Europa.
Il Golden Gala aveva come sponsor l’ADIDAS che erogava decine di migliaia di euro. Con la presidenza Arese il contratto con l’ADIDAS, stranamente, non fu rinnovato e subentrò l’ASICS che, ovviamente, non ha tirato e non tira fuori un euro.
La FIDAL, per contratto, in tutte le manifestazioni nazionali di qualsiasi categoria obbliga che siano venduti nell’impianto esclusivamente prodotti ASICS.
Tanto che per questo motivo è sorto un casus belli nei Giochi del
Mediterraneo di Pescara dove Arese voleva impedire che il fornitore
ufficiale del Comitato Organizzatore, che non era l’ASICS, vendesse prodotti all’interno del recinto dello stadio dove si svolgevano le gare di atletica.
L’ASICS Italia tramite l’agenzia MAPItalia, leggasi Damilano, Presidente del Comitato Regionale Fidal del Piemonte, ha un contratto con circa 50 dei migliori atleti Italiani. MAPItalia è fornitore di materiale sportivo di oltre 100 società d’atletica. Ad alcune gratis ad altre a prezzo variamente scontato. Si tratta di società che votano alle assemblee di primo e secondo grado e quindi non è difficile supporre che possano essere facilmente condizionabili nel voto giocando sulla variazione del tipo di contratto e quindi di prezzo.
L’ASICS è sponsor ufficiale di quasi tutte le più importanti corse su strada che si effettuano in Italia. La maggioranza degli organizzatori di queste competizioni sono società sportive che svolgono regolare attività sportiva nell’ambito della FIDAL ed hanno quindi voto nelle varie assemblee elettive.
L’ASICS per molti giorni l’anno compra intere pagine su quasi tutti i
giornali, contribuendo in tal modo ad evitare eventuali deficit di bilancio delle testate, pensate che ci sia qualche direttore che osi lanciare una campagna di verità a danno di un importante sponsor? Noi malignamente pensiamo di no, basta parlare privatamente con gli amici giornalisti di settore e non.
Questi i fatti, se sono veri bisogna avere una buona dose di disinvolta faccia tosta a far finta di niente, se sono solo verosimili tanto basterebbe per cambiare radicalmente lo stato dell’imbarazzante fenomeno.
Ma, siccome le nostre fonti sono molto attendibili, crediamo che tutto sia assolutamente vero, con buona pace di chi dovrebbe controllare.
Quindi se vorrete continuare a tenervi l’ottimo venditore di scarpe per ulteriori quattro anni, da facili profeti, diciamo che la coppia
Arese-Montabona porterà l’atletica a livelli di sola attività amatoriale e di Enti di Promozione Sportiva. Perchè per gli atleti bravi il materiale è gratis o quasi, invece tutti gli altri devono comprarlo.
Per l’accoppiata piemontese l’importante è che le centinaia di migliaia di fessi che calcano strade, piste e pedane lo facciano con scarpe, materiali e accesori ASICS, niente altro, il resto è noia.
!!!!! SVEGLIA !!!!!
Oppure, buon sonno, continuate a far finta di niente, mentre nel frattempo, fra il disinteresse generale, l’Atletica va sempre più a fondo.

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IL PROBLEMA DELL’ATLETICA E’ UN BLOG ANONIMO ?

Quando si torna dal lontano passato ci si chiede se è opportuno continuare a far girare ancora i propri nomi che creano, a chi li legge, un variopinto ventaglio che va dalla paura-orrore, passa per lo schifo e la rabbia, per sfociare infine nella pena.
Siamo quelli che nel lontano passato con l’atletica hanno vinto molto e siamo stufi di vedere che non si vince più niente. Evitiamoci le scontate antiche polemiche sulle vittorie ottenute con salti in lungo allungati e forme varie di doping, perchè vittorie pulite ne abbiamo avute comunque tante.
Per le nostre malefatte sono passati anni sufficienti per stenderci sopra un velo pietoso, ovviamente non chiediamo nè di dimenticare e né di perdonare.
E’ vero siamo scorrettamente anonimi, nel senso di senza nome; ma siamo correttamente anodini, nel senso di cercare di calmare il dolore del rodimento interno.
Per cui chiunque ha un rodimento interno, nel vedere dove sta andando la nostra amata atletica, è più interessato a sapere chi siamo o se abbiamo qualche percentuale di ragione? Oppure c’è qualcuno che in buona fede possa affermare: “tutto va bene madama la marchesa”. Per parafrasare un noto esponente del mondo della politica dobbiamo ricordarci di iniziare i nostri pensierini premettendo: “è vero, o non è vero che ….”. Se quello che diciamo ha un minimo di fondamento non crediamo sia importante sapere chi siamo, tanto nessuno di noi si candiderà mai ad incarichi federali di qualsiasi natura, territoriale o nazionale (anche se non sappiamo se nello sport, grazie anche al voto favorevole di Arese e alla pilatesca astensione di Ottoz in giunta Coni, si possa continuare a parlare di territorio), anche perchè alla nostra veneranda età è meglio restare a casa a dare consigli, anche se inascoltati.
Siccome il blog è aperto alle opinioni di tutti non sul passato, ma sull’attualità, chi non è d’accordo con quanto diciamo ce lo dica con tranquillità, o ci contraddica, o ci maledica, ma per favore ci spieghi come stanno realmente le cose, ci faccia capire.
Un’unica preghiera da parte nostra: che il vostro linguaggio eviti il volgare turpiloquio, certamente molto più scorretto dell’anonimato, anche perchè a quel paese ci hanno e ci continuano a mandare in tanti e noi ci siamo già andati ed è appunto da quel paese (che gli esperti informatici incaricati dalla Fidal stanno affannosamente cercando, e se lo fanno è perchè stiamo dando fastidio, e forse ci vorrebbero persino denunciare, come hanno già tentato di fare con Donofrio, ma con noi se si va a giudizio per quello che finora abbiamo detto e che diremo in seguito c’è da farsi male, per chiunque! Perchè tutto è ampiamente documentato, compreso le testimonianze già firmate, accà nisciuno è fesso), dicevamo che scriviamo da quel paese da dove anonimamente osserviamo e critichiamo; per tutto il resto siamo a disposizione, sia di chi vuole restare anonimo, sia per chi preferisce firmare le proprie idee, per noi fa lo stesso, noi non ci scandalizziamo delle firme o non firme. Scandalizzatevi invece per quanto hanno combinato negli ultimi otto anni nella nostra amata atletica, e preoccupatevi piuttosto di evitare ulteriori danni per il futuro. Anche perchè chi ci punzecchia sull’anonimato è gente appena più giovane di noi, che, esclusa o trombata nelle varie elezioni, in qualche modo cerca di ritornare con un ruolo qualsiasi, purchè sia, in federazione nazionale, regionale o provinciale.
Basta far danni, pensiamo a lasciar spazio ai giovani: per capirci Barra è diventato segretario della Fidal quando aveva 28 anni, Nebiolo era presidente a partire da 49 anni, Gola da 43 anni.
E sfidiamo chiunque, dati alla mano, a dire che Arese ha fatto meglio di loro due. Arese ha fallito non per un fatto anagrafico, ma solo per il tempo che avrebbe dovuto dedicare a qualcosa che si ama veramente, come hanno fatto Nebiolo e Gola, e non a qualcosa che è solo funzionale ed appendice alla propria attività commerciale.
Le società tradizionali spariranno e quelle militari, visto il
trattamento riservato, e non ufficialmente contestato, non avranno più motivo di esistere, specialmente con un Paese in recessione che ha un bisogno fottuto di fare tagli alla spesa pubblica.
Per cui, cari atleti militari, pensate veramente di continuare a fare la bella vita a casa vostra, a spese di Pantalone, mentre i vostri colleghi non hanno nemmeno i fondi per svolgere una normale attività istituzionale? Forse no, attenzione a internet e a quei pochi media dove non è ancora arrivato e non può arrivare l’obolo dell’ASICS sotto forma di intere pagine pubblicitarie.
Giovani che operate nell’atletica è il vostro momento, ribellatevi, fateci vedere cosa siete capaci di fare, ma a noi vecchi che abbiamo fallito nei modi, non negli obiettivi, continuate a lasciarci, anche in seguito, almeno il diritto-dovere di cronaca e di critica, sia pure scorrettamente anonima.
Perchè sia chiaro che le nostre critiche nascono dal fatto che stiamo andando indietro in tutto, perchè se Arese e Montabona avessero fatto crescere l’atletica, o almeno mantenuto i livelli precedenti, state pur certi che saremmo dalla loro parte.
Ci si consenta una domanda impegnativa: ma veramente c’è qualcuno che possa pensare che il problema che sta vivendo l’ atletica è che c’è un blog anonimo?
Totò diceva: “Ma mi faccia il piacere….”.

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