“nuddu miscatu cu nenti”

In effetti quanto abbiamo provocato, come reazioni, non è affatto
lontano da quello che ci aspettavamo. Chi è d’accordo, chi no, chi sta
cercando di valutare, chi se ne fotte, ma signorilmente, chi se ne
fotte e basta, chi è stufo ed, infine, chi è totalmente stufo.
Facendo un parallelo con la nostra politica, quella dei partiti e del
governo, c’è una grossa disaffezione per le solite facce, di destra,
sinistra, centro e dintorni. Ora una buona parte di popolo è diventato
quello che una volta suonava offesa: qualunquista. I partiti sono
ritenuti tutti uguali, anzi uno peggio degli altri e fra indecisi e
astensionisti si è in maggioranza, infatti i sondaggi dicono che sia
il primo partito in Italia.
Ecco, noi siamo i qualunquisti dell’atletica, non ci piacciono gli
attuali partiti in lizza e siamo nella famosa inutile maggioranza.
Sapendo benissimo che non la rappresentiamo. Ci è molto chiaro.
Ma Arese non ci piace perchè non pensiamo che possa fare meglio di
quello che ha fatto finora; Giomi perchè, pur riconoscendogli
capacità, non riusciamo a vederlo nei panni del salvatore della
patria. L’atletica non è più sull’orlo del baratro, è ormai
abbondandamente in fondo alla scarpata, in pieno default e lo spread
con gli altri paesi è praticamente incolmabile, e allora cosa facciamo?
Ci suggeriscono di aggrapparci o al vecchio che ci ha rovinato, o al
vecchio che si ripropone, come i peperoni. Insomma siamo obbligati a
scegliere fra quello che è ritenuto il male minore.
Roba da matti. Alla fine state a vedere che gli strani siamo noi.
Ma è possibile che non si possa pensare seriamente ad una nuova
generazione?
Ci hanno corretto dicendo che Nebiolo aveva 46 anni e non 49, come
credevamo, quando è diventato presidente fidal, benissimo. Fra i
presidenti regionali, provinciali, consiglieri di qualsiasi livello
terrritoriale e nazionale, dirigenti di società grandi e piccole, è
mai possibile che non ci sia proprio nessuno che, con la forza della
giovinezza, abbia la voglia di tentare?
A tal proposito si noti che con un terzo candidato, sia pure più
debole, il maggior danno lo riceve Arese che vedrebbe allontanarsi
sempre più l’obbligatorio 55%. Quindi rifletta bene chi ci ha accusato
di fare il gioco di Arese. Forse lo stiamo facendo, involontariamente,
proprio a favore di Giomi, ma la politica non è per tutti, non tutti
la capiscono.
Ci avete chiesto di essere propositivi, cerchiamo e cercheremo di
esserlo, ma il fatto che siamo noi a proporre nomi di giovani temiamo
che possa essere interpretato, dai dietrologi interessati alle
poltrone ed alle prebende, come un attentato di lesa maestà e i poveri
segnalati messi subito all’indice con relativo cordone sanitario.
Insomma se facciamo nomi si pensa subito che ne siamo i manutengoli o
che li vogliamo bruciare a favore del famoso coniglio che spunterà dal
cilindro.
Quindi un quarto candidato? Pensate bene a chi conviene, un quarto
candidato, se ad Arese o a Giomi. Riflettete gente, riflettete.
Eppure a lagnarsi di noi sono più i sostenitori di Giomi che di Arese,
che intelligentemente hanno scelto di ignorarci.
Ripetiamo che noi siamo solo interessati a vedere un risveglio in
atletica.
Sia benedetto chi ci riesce, chiunque sia.
Se dopo le elezioni, in caso di vittoria di Giomi o di Arese, le cose
si aggiustassero, i primi ad essere felici saremmo comunque noi.
Sono altri che devono preoccuparsi di chi vince e chi perde, perchè
questa volta non ci saranno prigionieri, temiamo.
A proposito, non abbiamo nemmeno la pretesa di suggerire cosa si
potrebbe fare per salvare l’atletica, non abbiamo questa presunzione,
perchè la nostra visuale è antica e le ricette sarebbero antiche,
perciò insistiamo sul fatto che occorre qualcosa di nuovo e di
profondamente diverso, rivoluzionario rispetto al passato, di cui
Arese e Giomi fanno purtroppo comunque parte.
Insomma ci fidiamo più di un inesperto, ma realmente innovativo, che
di esperti, ahi noi, già visti all’opera. Allora ci si può chiedere
ma che cavolo volete? Semplice: aprire un giornale e leggere tutti i
giorni di atletica; vedere delle belle gare di atletica in
televisione, possibilmente non dopo la mezzanotte, magari anche con
atleti italiani protagonisti; riprenderci il primato culturale
sportivo che ci spetta per censo.
Da vecchi appassionati di atletica, cosa c’è da chiedere di meno?

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Una risposta a “nuddu miscatu cu nenti”

  1. Anonimo ha detto:

    ottimo, macome si fà.

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